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L'Umbria ha tanto da offrire tra cultura, natura, sport, divertimento e sapori della cucina locale.
Città d'Arte Puoi visitare Assisi, Gubbio, Perugia, Spoleto, Orvieto, Città di Castello, Foligno, Todi, Norcia, ecc., ed immergerti in atmosfere d'altri tempi...

Natura Puoi fare escursioni nei parchi naturali per scoprire le ricchezze di questo territorio ancora in parte sconosciuto o alle terme per riscoprire il benessere di cui ha bisogno il corpo.

Musei Se ami i viaggi alla scoperta della storia, dell'arte e della cultura in genere puoi approfittare dei vari musei o delle esposizioni permanenti.

Enogastronomia Se sei un buongustaio qui potrai trovare prodotti tipici ed unici della tradizione locale, seguendo i percorsi enogastronomici. Cantine aperte (Ottobre), Frantoi aperti (Novembre), Tartufo (Ottobre), Lenticchie di Castelluccio (Fioritura da Maggio ad Agosto, raccolta Agosto), Eurochocolate (Ottobre), Sagre paesane (tutti giorni da Giugno a Settembre).

Tempo libero Città della domenica (parco di divertimento), Rafting, Kayak, Trekking, Speleologia, Pesca Sportiva (+-10km da La Vallata), Maneggio, ecc.

Eventi Medievali Calendimaggio: Assisi, rievocazione medioevale 1° fine settimana di Maggio — I ceri: Gubbio, 15 Maggio — Via Crucis: Assisi, Marzo — Giostra della Quintana: Foligno, giochi medievali, Giugno e Settembre —Il Palio: Siena, 29/6 - 2/7 e 13/8 - 16/8—Infiorata di Spello e Cannara: Giugno, giorno del Corpus Domini.

Musica, Spettacolo, Arte
Festival dei due Mondi: Spoleto, Giugno — Luglio, Arte, Opera, Concerti, Danza, Prosa, Arti visive, Cabaret — Umbria Jazz: Perugia, festival di Musica Jazz, Luglio

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666: monte Sibbilini
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Libri e guide

Arte in Umbria nell'Ottocento

Di qui passò Francesco: Angela M. Seracchioli

I tesori dell'Umbria: M. Laura Della Croce, Giulio Veggi

Toscana e Umbria: Alex Leviton, Miles Roddis

Umbria: Brossura, Touring

Umbria e Marche, strade Italiane 1:225.000: Touring

Umbria e le Marche, Il verde prato del sapore: Enrico Médail, Monica Palla

Umbria, Marche:Simone Sisani

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ASSISI

Di origine umbra, l'insediamento divenne municipio romano con il nome di Asisium. Fino al XIII secolo, l'estensione medioevale coincide con quella romana.

Il vescovo Rufino la evangelizzo' nel 238 d. Cristo. Espugnata dai Goti di Totila nel 545, fece poi parte del Ducato di Spoleto longobardo e franco. Nel XI secolo si costitui' in libero comune, di fede ghibellina, sempre in contrasto con la Perugia guelfa. Nel 1189, approfittando dell'assenza del vicario imperiale, Corrado di Lutzen, gli abitanti di Assisi assalirono la sua rocca. Visto che Perugia cerco' di immischiarsi nella lotta di liberazione assisana, Assisi marcio' contro Perugia e fu battuta a Ponte S. Giovanni.

Uno dei prigionieri fatti dai Perugini fu un ventiduenne Giovanni di Bernardone, chiamato Francesco. Figlio del ricco commerciante di tessuti Pietro di Bernardone, di famiglia originaria di Lucca, e della moglie provenzale Pica, era nato a cavallo del 1181 e 1182. Dopo la prigionia perugina decise di farsi onore con le armi, partecipando alla crociata di Gualtiero di Brienne, ma una malattia lo costrinse a non arrivare oltre Spoleto. Nel frattempo, ad Assisi fu battezzato nel 1197 il futuro imperatore Federico II, tre anni dopo la sua nascita sulla piazza del mercato di Jesi (nelle Marche).

Francesco cambio' vita, rinunciando alle ricchezze ed agiatezze del patrimonio di famiglia e a San Damiano ebbe la visione, che gli impose di riedificare la Chiesa (1205). Nel 1208, Francesco, avuto nel frattempo in dono dai Benedettini la cappella di S. Maria degli Angeli, chiamata anche la Porziuncola, fondo' il suo ordine, quello dei Frati Minori. Dopo l'incontro con Chiara di Favarone di Offreduccio, di famiglia nobile assisana, nel 1212 fondo' per essa un secondo ordine, quello delle Clarisse. Segui', nel 1221, la fondazione del Terzo Ordine (laico) a Cannara. Nel 1224 ricevette le stimmate a La Verna (Arezzo) e nel 1226 mori' alla Porziuncola. Già due anni piu' tardi venne proclamato santo e il giorno dopo Papa Gregorio IX poso' la prima pietra per la chiesa e il convento voluto da Frà Elia, compagno del Santo. Anche S. Chiara fu canonizzata 2 anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1253, e un anno dopo inizio' la costruzione della chiesa in suo onore.
Nonostante la presenza di questi due personaggi religiosi eminenti, la storia di Assisi ne risenti' poco. Nel 1316 amplio' le sue mura, comprendendo anche il complesso di S. Francesco, il convento benedettino di S. Pietro e il Borgo Aretino. Il declino di Assisi inizio' dopo la peste del 1348. Per assicurare il dominio della Chiesa, il Cardinale Egidio Albornoz fece costruire sui resti della rocca imperiale la Rocca Maggiore (1367). Fin dal XIV secolo e fino al XVI secolo le due famiglie principali di Assisi, i Nepis (della Parte de Sopra) e i Fiumi (della Parte de Sotto) si combatterono aspramente, nonostante la citta' fosse per lunghi periodi sottomessa a varie signorie (Biordo Michelotti, Broglio di Trinci, Galeazzo Visconti, Braccio Fortebraccio, Francesco Sforza, Jacopo Piccinino). Soltanto sotto Pio II Piccolomini (1458-64) la citta' venne recuperata definitivamente al dominio della Chiesa.

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PERUGIA

Perugia domina la Valle del Tevere dall'alto di un colle aspro e irregolare: la particolare conformazione del terreno ha prodotto una grande varietà di situazioni urbanistiche, conferendo alla città un aspetto particolarissimo.
Il ricchissimo patrimonio artistico e culturale e l'ambiente naturale circostante rendono Perugia città unica di primaria importanza, e questo fin dagli albori della sua storia.
Perugia sorge in un'area già abitata in epoca villanoviana; è in un primo tempo insediamento umbro, quindi passa sotto il controllo degli etruschi, divenendo il più importante centro dell'Alta Valle del Tevere.
Conquistata da Roma, Perugia viene coinvolta profondamente nella guerra civile tra Antonio e Ottaviano; quest'ultimo la conquista nel 40 a.C. :la città, dopo aver subito molti danni, viene ricostruita e acquista l'appellativo di "Augusta".
Dopo la caduta dell'Impero Romano Perugia viene distrutta da Totila nel 547; in seguito fa parte dei domini bizantini; nel secolo XI diventa un potente Comune indipendente alleato dello Stato Pontificio.
Il XIV secolo è segnato da furiose lotte interne tra nobili (Beccherini) e popolari (Raspanti), e dalla guerra contro il Papato, che vuole ricondurre le città umbre sotto il proprio controllo; la guerra si conclude con la pace di Bologna nel 1370, quando Perugia è costretta a riconoscere l'autorità papale.
Anche nei secoli successivi la città continua ad essere divisa in varie fazioni in lotta per il potere: il governo dei popolari guidato da Biordo Michelotti viene sostituito dalla signoria del capitano di ventura Braccio Fortebracci da Montone; le famiglie più importanti tramano congiure e compiono stragi, provocando un profondo declino politico e morale.
Nel 1540 Perugia viene posta direttamente sotto il controllo dello Stato Pontificio, e Paolo III fa costruire da Antonio da Sangallo la Rocca Paolina, simbolo del potere papale sulla città.
Il dominio papale continua, salvo brevi intervalli durante l'occupazione francese e la Repubblica Romana, fino alla nascita del Regno d'Italia.
La Perugia di oggi è una città moderna e cosmopolita, conosciuta in tutto il mondo per le sue manifestazioni culturali e la sua Università per Stranieri; orgogliosa della sua tradizione storica e delle bellissime vestigia del passato, si lascia ammirare nei suoi mille angoli in cui passato e presente si integrano e creano un'atmosfera indimenticabile.

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GUBBIO

Gubbio – Iguvium – fu antichissimo insediamento umbro, testimoniato dalle famose Tavole Eugubine: trattasi di 7 lastre in bronzo – attualmente visibili presso il Museo Civico - rinvenute nel XV secolo, scritte in lingua umbra, utilizzando sia l'alfabeto etrusco che quello latino, fondamentale documento epigrafico della civiltà umbra; risalenti probabilmente alla fine del II secolo a.C., riportano notizie di carattere religioso, indicazioni di luoghi e riferimenti all'ordinamento della città nel suo periodo più antico.
Alleatosi con Roma all'inizio del III secolo a.C., Gubbio divenne nel 90 a.C. Municipio facente parte della tribù Crustumina.
Centro assai sviluppato durante l'Impero, venne in seguito distrutto da Totila.
La città tornò a fiorire dopo il 1000 e dal XI secolo fu libero Comune, inizialmente ghibellino, quindi guelfo.
Nel 1350 Gubbio divenne Signoria governata dai Gabrielli e dopo alterne vicende – ribellioni, interventi da parte dello Stato Pontificio, governo popolare – la città si pose sotto il dominio dei Montefeltro di Urbino, vivendo un lungo periodo di pace e prosperità.
Nel 1508 ai Montefeltro successero i Della Rovere e l'ultimo membro di questa famiglia cedette la città al Papa nel 1624; nel1860 entrò a far parte del Regno d'Italia.
Gubbio è certamente una delle più caratteristiche e pittoresche città non solo dell'Umbria, ma d'Italia, grazie al quasi intatto aspetto medievale: situata nella parte più alta di un altipiano ai piedi del Monte Ingino, presenta una struttura urbanistica piuttosto semplice, ovvero cinque strade parallele situate a diversi livelli sul pendio della montagna e collegate tra loro da vicoli e gradoni.
La struttura degli edifici è prevalentemente romanica, con inserimenti di archi ogivali; tipica della città è la cosiddetta "porta del morto", un'apertura più stretta e posta più in alto della porta principale, attraverso la quale, secondo la tradizione, si facevano passare le bare dei defunti. Molto più attendibile l'interpretazione secondo la quale queste aperture conducevano semplicemente all'interno delle abitazioni, poste al di sopra di fondi e botteghe: togliendo via, di notte, le scale di accesso, le case diventavano più sicure, persino nel fosco Medioevo.

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CITTA DI CASTELLO

È l'antica Tiferno, centro umbro dell'Alta Valle del Tevere, che, dopo la conquista romana, alla fine del I secolo divenne con il nome di Tifernum Tiberinum un fiorente e ricco municipio, abbellito con edifici pubblici e templi dal potente patrono Plinio il Giovane. I Goti di Totila la distrussero ma il vescovo Florido la ricostruì e la fortificò.
Poi cambiò nome e si chiamò prima Castrum Felicitatis e poi Civitas Castelli dal quale derivò l'attuale Città di Castello.
Fu libero Comune di parte guelfa molto potente ed estese il suo dominio sui territori confinanti fino al di là dell'Appennino. I due splendidi palazzi dei Priori e del Podestà costruiti dall'architetto Angelo da Orvieto sono la testimonianza di questa sua forza e potenza. Verso la fine del '400 diverse famiglie si contesero il predominio, ma su tutte prevalse quella dei Vitelli che diede alla città un nuovo aspetto, abbellendola con chiese, palazzi e monumenti, che ancor oggi le conferiscono tutta la grazia dell'eleganza rinascimentale toscana. Artisti di gran fama quali Signorelli e Raffaello, per citare solo i maggiori, operaro-no per molto tempo a Città di Castello realizzandovi alcune delle loro opere più significative. Caduta la città sotto il dominio pontificio vi rimase fino al 1860 quando fu liberata dalle truppe piemontesi ed annessa al Regno d'Italia.

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FOLIGNO

Di antichissima origine umbra e conquistata dai romani dopo la battaglia del Sentino (295 a. C.), Foligno fu inizialmente Municipium, quindi sede di Prefettura e infine Statio principalis dei traffici imperiali lungo la via Flaminia.
Conobbe nei secoli alterne vicende: distrutta dai saraceni e dagli ungari, risorse al tempo del Barbarossa, si ampliò, si costituì in libero Comune e al principio del XIII secolo fu annessa allo Stato Pontificio.
Nel 1227 fu occupata da Guiscardo, capitano di Federico II, e divenne la più importante città ghibellina dell'Umbria fino al 1305, anno in cui si affermò la Signoria guelfa dei Trinci, al cui nome è legato il periodo più florido e glorioso della sua storia.
Nel XV secolo la città divenne molto famosa per le sue stamperie: qui venne infatti realizzata, l'11 aprile 1472, la prima copia stampata della Divina Commedia.
La Signoria ebbe un violento epilogo nel 1439 e la città tornò sotto il dominio dello Stato Pontificio, rimanendovi, eccettuata la parentesi napoleonica, fino al 1860, quando entrò a far parte del Regno d'Italia.
Il glorioso passato di Foligno viene celebrato con la magnifica Giostra della Quintana, un appuntamento annuale che ripropone costumi, sfide a cavallo e festeggiamenti che rimandano ad altre epoche: gli splendidi costumi del corteo storico, l'accesa rivalità che corre tra i cavalieri che si sfidano, e i numerosi eventi culturali e gastronomici rendono la Quintana una manifestazione da non perdere per comprendere appieno la storia, la tradizione e l'anima della città.

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ORVIETO

La città di Orvieto, in simbiosi con la rupe di tufo su cui è costruita, è un esempio eccezionale di integrazione tra natura e opera dell'uomo. In certi casi la testimonianza della consapevolezza di questo rapporto tra natura e architettura è manifestata esplicitamente, come nell'iscrizione apposta sul famoso pozzo di San Patrizio che recita "quod natura munimento inviderat industria adiecit" chiarendo appunto, che "Ciò che la natura aveva negato per la difesa - in questo caso l'acqua- lo aggiunse l'attività umana".
Visitare questa città è come attraversare la storia, perché vi si ritrovano, stratificate e concentrate, in uno spazio fisico precostituito, le tracce di ogni epoca per quasi tre millenni.
Un percorso ideale è evocato e suggerito al turista dei nostri giorni dalle due statue di Bonifacio VIII poste sulle porte estreme della città, porta Soliana, detta poi Porta Rocca dopo la costruzione della fortezza dell'Albornoz, dalla quale il Papa entrò e porta Maggiore da cui usci. Bonifacio VIII era tutt'altro che un turista - era stato addirittura Capitano del popolo ad Orvieto - ma le sue due statue, che gli costarono anche l'accusa d'idolatria, possono se non altro simbolizzare sia l'attenzione ohe merita la città di Orvieto che la tradizionale ospitalità dei suoi abitanti.
Oggi, che non è più necessario salire sulla rupe a dorso di mulo, un moderno sistema di "mobilita alternativa" permette un comodo e tuttavia suggestivo accesso alla città: da un lato la funicolare, che nell'ottocento funzionava ad acqua, completamente ammodernata, e dall'altro un ascensore e scale mobili che sono anche il segno di una riappropriazione pedonale di un centro storico che si vuole a misura d'uomo per cittadini e turisti.

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SPOLETO

Importante centro umbro, dal III secolo a.C. gravitò nell'orbita romana, fino a divenire colonia, con il nome di Spoletium, nel 241 a.C.
La città restò sempre fedele a Roma, soprattutto durante le guerre puniche, quando respinse valorosamente Annibale.
Intorno al 100 a.C. fu, secondo quanto riferisce Cicerone, una delle più belle e ricche colonie del centro Italia, e nel 90 a.C. fu Municipio "optime jure" iscritta alla tribù Horatia; patria di Caio Melisso, bibliotecario di Augusto.
La città seguì le vicissitudini dell'Impero: cristiana fin dal IV secolo, subì varie invasioni barbariche – vi passarono Teodorico, Belisario, Totila, Narsete.
Con l'insediamento dei Longobardi in Italia Spoleto fu posta a capo di un importante Ducato, che iniziò nel 569 con Faroaldo I.
Con la caduta dei Longobardi alla guida del Ducato subentrarono i Franchi, e quando l'impero carolingio venne smembrato, i duchi di Spoleto tentarono addirittura di conquistare la corona imperiale: il progetto non poté attuarsi per l'intervento dalla Germania di Federico Barbarossa il quale, sceso in Italia per incontrare il Papa, distrusse la città nel 1155.
Contesa tra Impero e Papato, Spoleto entrò a far parte dello Stato della Chiesa nel 1247. Dopo lunghi anni di lotte tra Guelfi e Ghibellini, la città venne pacificata dal cardinale Albornoz e divenne un centro piuttosto importante: tra i suoi governatori vi fu anche Lucrezia Borgia, nel 1499.
Spoleto attraversa secoli di storia nell'immobilismo dello Stato Pontificio, tra alterne vicende, ma sostanzialmente senza alcuna scossa fino all'occupazione francese: la città diventa capoluogo del Dipartimento del Trasimeno, superando per importanza la stessa Perugia.
Dopo la Restaurazione Spoleto è sede di Delegazione Pontificia: fino al 17 settembre 1860, quando entra a far parte dell'Italia unita.
Spoleto è città magnifica: un susseguirsi di angoli caratteristici e suggestioni storiche; un luogo in cui comprendere l'importanza del rapporto tra uomo e natura, e tra storia e paesaggio; un luogo magico, armonico, scenario perfetto per accogliere meraviglie e incantamenti del Festival dei Due Mondi.

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TODI

Non conosciamo l'anno preciso in cui la città di Todi viene fondata - alcuni cronisti parlano del 1955 a.C. - ma sappiamo con certezza che è abitata prima da tribù umbre e poi dagli etruschi.
Il nome deriva dal termine "tular", confine: la città per lungo tempo segna il confine tra i territori umbri e quelli etruschi.
Nel III secolo a.C. i romani conquistano l'Umbria e dal IV secolo in tutta la regione si diffonde il Cristianesimo: a Todi arriva con S.Terenziano, primo vescovo della città e martire sotto l'imperatore Adriano.
Importantissima anche la figura del vescovo Fortunato, che guida i tudertini nella difesa contro i Goti.
Nel Medioevo Todi assume l'aspetto di un castello feudale: è controllata da potenti feudatari quali i conti Arnolfi, i conti di Montemarte e gli Atti.
Dopo il mille la città si espande e tornano a fiorire artigianato e commercio: cominciano ad affermarsi i capi delle corporazioni artigiane, i Priori, e Todi è libero comune dai primi anni del XII secolo.
Nel 1236 nasce in città Jacopo dei Benedetti, detto Jacopone, una delle maggiori figure della tradizione francescana.
Dopo l'epoca delle signorie e dei signori della guerra che dominano la città, Todi passa definitivamente sotto il controllo dello Stato Pontificio, che termina nel 1860 con la nascita del Regno d'Italia.
Il XX secolo ha testimoniato nel mondo la bellezza di Todi, l'armonia delle sue forme, lo splendore della sua campagna, e ha fatto di questa città umbra una meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo: alcuni restano a viverci per sempre.

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NORCIA

Situata nella parte più montagnosa e pittoresca dell'Umbria, Norcia (abitanti 4900) cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è stazione di soggiorno rinomata, posta a 604 m. d'altitudine, circondata da una verde pianura e dalle vette che, durante la calda stagione, le conferiscono un clima particolarmente gradevole.
Come tutta la Valnerina, Norcia è apprezzata da chi vuol fuggire lo stress e il caos delle grandi città e da chi vuoi ristabilire i salutari legami con la natura.
Accanto ai pregi ambientali e paesaggistici, si deve sottolineare la sua vocazione turistico-sportiva, grazie alla quale si è fatta un nome come sede di ritiro estivo per società sportive del massimo livello, mentre i vellutati piani di Castelluccio sono stati definiti la migliore scuola di volo libero d'Europa. Essi costituiscono anche un'ottima palestra per le diverse specialità sciistiche.
Manifestazioni folkloristiche, fieristiche, musicali e d'altro genere hanno luogo durante tutto l'arco dell'anno.
Per i buongustai, poi, Norcia è un vero paradiso, ben noto anche al di fuori dei confini regionali. Insaccati, tartufo nero, formaggi, lenticchie, sono alla base di una cucina gustosa e genuina.
Il ruolo di piccola capitale della montagna è giustificato anche dalla qualificata attrezzatura alberghiera, dalla svariata gamma di strutture e servizi che offre, dalla vivace attività economica imperniata soprattutto sulla tradizionale "norcineria".
Nonostante il suo lindo aspetto ottocentesco, la cittadina trasuda storia da ogni suo angolo: non soltanto dai monumenti maggiori, ma dal suo stesso tessuto urbanistico, dalla cerchia delle mura ancora intatta, dal cospicuo patrimonio archivistico e da una copiosa quantità di oggetti d'arte antichi e moderni che impreziosiscono il suo comprensorio a dispetto delle depredazioni subite.
Città primaria dei Sabini, la sua romanizzazione fu ampia e profonda, per quanto i tratti di una sua specificità municipale non siano venuti mai meno. In età tardo-antica, il territorio attorno a Norcia costituì una provincia, mentre il titolo di "vetusta" che campeggia sulla fronte di Porta Romana, le fu attribuito da Gregorio Magno, il biografo dei figli più illustri di questa terra: San Benedetto e S. Scolastica, vissuti nel VI sec. Prima dei due santi gemelli, Norcia aveva dato i natali all'eroe repubblicano Q. Sertorio e alla madre dell'imperatore Vespasiano, Vespasia Polla.
Norcia è Comune d'Europa, e non senza una profonda ragione, visto che è patria di S. Benedetto, patrono d'Europa.
Agli ospiti che la richiedono, l'Amministrazione offre la simbolica carta di "cittadinanza europea".

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LAGO TRASIMENO

CASTIGLIONE DEL LAGO

Sorge su un promontorio calcareo che fu un tempo la quarta isola del Trasimeno (m. 304).
Diversi rinvenimenti archeologi testimoniano che il centro fu popolato in epoca etrusca e in età romana. L'attuale abitato conserva la cinta muraria medioevale e l'antico castello, che attraverso un lungo camminamento illuminato dalla luce delle feritoie, è collegato al cinquecentesco palazzo comunale, fatto edificare sopra un preesistente edificio da Ascanio della Corgna, marchese di Castiglione del Lago e del Chiugi, nipote di Giulio III distintosi come uno dei migliori condottieri durante la battaglia di Lepanto del 1571.
Nel piano nobile del palazzo si conservano gli affreschi realizzati nella seconda metà del '500, secondo il gusto rinascimentale romano, dal pesarese Giovanni Pandolfi e dal fiorentino Salvio Savini.
Nella chiesa della Maddalena, a croce greca, con pregevoli stucchi del Piervittori e pronao neoclassico, si trova la tavola di Eusebio di San Giorgio, del 1500.
Ogni due anni, in primavera, vi si tiene il raduno internazionale degli aquilonisti, che prende il nome di "Coloriamo i Cieli".
da vedere …
Rocca del Leone
Fu realizzata nel 1247, su probabile progetto di Frate Elia Coppi, a forma pentagonale con quattro torri angolari ed il Mastio a sezione triangolare. L'edificio, uno dei migliori esempi di architettura militare del medioevo umbro, è collocato su uno sperone calcareo a completo e splendido dominio su tutto lo specchio del Trasimeno.

Palazzo della Corgna
L'edificio, progettato dall'architetto Alessi si inserisce sulle antiche case dei Baglioni e sulla cinta muraria già esistente. La vicinanza tra il Palazzo e la Rocca, collegate da un suggestivo camminamento, conferisce all'insieme un carattere tipicamente feudale.
Di notevole importanza l'estesa decorazione pittorica dell'interno a cominciare dagli interventi di Niccolò Circignani detto "Il Pomarancio" iniziati nel 1574 nella Sala delle Gesta di Ascanio della Corgna.

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