L'Umbria
ha tanto da offrire tra cultura, natura, sport, divertimento e sapori
della cucina locale.
Città
d'Arte Puoi
visitare Assisi, Gubbio,
Perugia, Spoleto, Orvieto,
Città di Castello, Foligno,
Todi, Norcia, ecc.,
ed immergerti in atmosfere d'altri tempi...
Natura
Puoi
fare escursioni nei parchi naturali
per scoprire le ricchezze di questo territorio ancora in parte sconosciuto
o alle terme per riscoprire
il benessere di cui ha bisogno il corpo.
Musei
Se
ami i viaggi alla scoperta della storia, dell'arte e della cultura in
genere puoi approfittare dei vari musei
o delle esposizioni permanenti.
Enogastronomia
Se sei un buongustaio qui potrai trovare prodotti tipici ed unici della
tradizione locale, seguendo i percorsi enogastronomici. Cantine aperte
(Ottobre), Frantoi aperti (Novembre), Tartufo (Ottobre), Lenticchie
di Castelluccio (Fioritura da Maggio ad Agosto, raccolta Agosto), Eurochocolate
(Ottobre), Sagre paesane (tutti giorni da Giugno a Settembre).
Tempo
libero Città
della domenica (parco di divertimento), Rafting, Kayak, Trekking, Speleologia,
Pesca Sportiva (+-10km da La Vallata), Maneggio, ecc.
Eventi
Medievali Calendimaggio:
Assisi, rievocazione medioevale 1° fine settimana di Maggio —
I ceri: Gubbio, 15 Maggio — Via Crucis:
Assisi, Marzo — Giostra della Quintana: Foligno,
giochi medievali, Giugno e Settembre —Il Palio:
Siena, 29/6 - 2/7 e 13/8 - 16/8—Infiorata di Spello e
Cannara: Giugno, giorno del Corpus Domini.
Musica,
Spettacolo, Arte
Festival dei due Mondi: Spoleto, Giugno
— Luglio, Arte, Opera, Concerti, Danza, Prosa, Arti visive, Cabaret
— Umbria Jazz: Perugia, festival di Musica Jazz,
Luglio
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Mappe
(KOMPASS):
662:
Lago Trasimeno
663: Perugia – Assisi
664: Gubbio e d'intorno
666: monte Sibbilini
675: E1 atraverso l'Umbria
Marcopolo
mappa del Umbria territorio provinciale SU
Libri
e guide
Arte
in Umbria nell'Ottocento
Di
qui passò Francesco: Angela M. Seracchioli
I
tesori dell'Umbria: M. Laura Della Croce, Giulio Veggi
Toscana
e Umbria: Alex Leviton, Miles Roddis
Umbria:
Brossura, Touring
Umbria
e Marche, strade Italiane 1:225.000: Touring
Umbria
e le Marche, Il verde prato del sapore: Enrico Médail, Monica
Palla
Umbria,
Marche:Simone Sisani
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ASSISI
Di
origine umbra, l'insediamento divenne municipio romano con il nome di
Asisium. Fino al XIII secolo, l'estensione medioevale coincide con quella
romana.
Il
vescovo Rufino la evangelizzo' nel 238 d. Cristo. Espugnata dai Goti
di Totila nel 545, fece poi parte del Ducato di Spoleto longobardo e
franco. Nel XI secolo si costitui' in libero comune, di fede ghibellina,
sempre in contrasto con la Perugia guelfa. Nel 1189, approfittando dell'assenza
del vicario imperiale, Corrado di Lutzen, gli abitanti di Assisi assalirono
la sua rocca. Visto che Perugia cerco' di immischiarsi nella lotta di
liberazione assisana, Assisi marcio' contro Perugia e fu battuta a Ponte
S. Giovanni.
Uno
dei prigionieri fatti dai Perugini fu un ventiduenne Giovanni di Bernardone,
chiamato Francesco. Figlio del ricco commerciante di tessuti Pietro
di Bernardone, di famiglia originaria di Lucca, e della moglie provenzale
Pica, era nato a cavallo del 1181 e 1182. Dopo la prigionia perugina
decise di farsi onore con le armi, partecipando alla crociata di Gualtiero
di Brienne, ma una malattia lo costrinse a non arrivare oltre Spoleto.
Nel frattempo, ad Assisi fu battezzato nel 1197 il futuro imperatore
Federico II, tre anni dopo la sua nascita sulla piazza del mercato di
Jesi (nelle Marche).
Francesco
cambio' vita, rinunciando alle ricchezze ed agiatezze del patrimonio
di famiglia e a San Damiano ebbe la visione, che gli impose di riedificare
la Chiesa (1205). Nel 1208, Francesco, avuto nel frattempo in dono dai
Benedettini la cappella di S. Maria degli Angeli, chiamata anche la
Porziuncola, fondo' il suo ordine, quello dei Frati Minori. Dopo l'incontro
con Chiara di Favarone di Offreduccio, di famiglia nobile assisana,
nel 1212 fondo' per essa un secondo ordine, quello delle Clarisse. Segui',
nel 1221, la fondazione del Terzo Ordine (laico) a Cannara. Nel 1224
ricevette le stimmate a La Verna (Arezzo) e nel 1226 mori' alla Porziuncola.
Già due anni piu' tardi venne proclamato santo e il giorno dopo
Papa Gregorio IX poso' la prima pietra per la chiesa e il convento voluto
da Frà Elia, compagno del Santo. Anche S. Chiara fu canonizzata
2 anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1253, e un anno dopo inizio'
la costruzione della chiesa in suo onore.
Nonostante la presenza di questi due personaggi religiosi eminenti,
la storia di Assisi ne risenti' poco. Nel 1316 amplio' le sue mura,
comprendendo anche il complesso di S. Francesco, il convento benedettino
di S. Pietro e il Borgo Aretino. Il declino di Assisi inizio' dopo la
peste del 1348. Per assicurare il dominio della Chiesa, il Cardinale
Egidio Albornoz fece costruire sui resti della rocca imperiale la Rocca
Maggiore (1367). Fin dal XIV secolo e fino al XVI secolo le due famiglie
principali di Assisi, i Nepis (della Parte de Sopra) e i Fiumi (della
Parte de Sotto) si combatterono aspramente, nonostante la citta' fosse
per lunghi periodi sottomessa a varie signorie (Biordo Michelotti, Broglio
di Trinci, Galeazzo Visconti, Braccio Fortebraccio, Francesco Sforza,
Jacopo Piccinino). Soltanto sotto Pio II Piccolomini (1458-64) la citta'
venne recuperata definitivamente al dominio della Chiesa.

TURISMO
E MANIFESTAZIONI
SU
PERUGIA
Perugia
domina la Valle del Tevere dall'alto di un colle aspro e irregolare:
la particolare conformazione del terreno ha prodotto una grande varietà
di situazioni urbanistiche, conferendo alla città un aspetto
particolarissimo.
Il ricchissimo patrimonio artistico e culturale e l'ambiente naturale
circostante rendono Perugia città unica di primaria importanza,
e questo fin dagli albori della sua storia.
Perugia sorge in un'area già abitata in epoca villanoviana; è
in un primo tempo insediamento umbro, quindi passa sotto il controllo
degli etruschi, divenendo il più importante centro dell'Alta
Valle del Tevere.
Conquistata da Roma, Perugia viene coinvolta profondamente nella guerra
civile tra Antonio e Ottaviano; quest'ultimo la conquista nel 40 a.C.
:la città, dopo aver subito molti danni, viene ricostruita e
acquista l'appellativo di "Augusta".
Dopo la caduta dell'Impero Romano Perugia viene distrutta da Totila
nel 547; in seguito fa parte dei domini bizantini; nel secolo XI diventa
un potente Comune indipendente alleato dello Stato Pontificio.
Il XIV secolo è segnato da furiose lotte interne tra nobili (Beccherini)
e popolari (Raspanti), e dalla guerra contro il Papato, che vuole ricondurre
le città umbre sotto il proprio controllo; la guerra si conclude
con la pace di Bologna nel 1370, quando Perugia è costretta a
riconoscere l'autorità papale.
Anche nei secoli successivi la città continua ad essere divisa
in varie fazioni in lotta per il potere: il governo dei popolari guidato
da Biordo Michelotti viene sostituito dalla signoria del capitano di
ventura Braccio Fortebracci da Montone; le famiglie più importanti
tramano congiure e compiono stragi, provocando un profondo declino politico
e morale.
Nel 1540 Perugia viene posta direttamente sotto il controllo dello Stato
Pontificio, e Paolo III fa costruire da Antonio da Sangallo la Rocca
Paolina, simbolo del potere papale sulla città.
Il dominio papale continua, salvo brevi intervalli durante l'occupazione
francese e la Repubblica Romana, fino alla nascita del Regno d'Italia.
La Perugia di oggi è una città moderna e cosmopolita,
conosciuta in tutto il mondo per le sue manifestazioni culturali e la
sua Università per Stranieri; orgogliosa della sua tradizione
storica e delle bellissime vestigia del passato, si lascia ammirare
nei suoi mille angoli in cui passato e presente si integrano e creano
un'atmosfera indimenticabile.

TURISMO
E MANIFESTAZIONI
SU
GUBBIO
Gubbio
– Iguvium – fu antichissimo insediamento umbro, testimoniato
dalle famose Tavole Eugubine: trattasi di 7 lastre in bronzo –
attualmente visibili presso il Museo Civico - rinvenute nel XV secolo,
scritte in lingua umbra, utilizzando sia l'alfabeto etrusco che quello
latino, fondamentale documento epigrafico della civiltà umbra;
risalenti probabilmente alla fine del II secolo a.C., riportano notizie
di carattere religioso, indicazioni di luoghi e riferimenti all'ordinamento
della città nel suo periodo più antico.
Alleatosi con Roma all'inizio del III secolo a.C., Gubbio divenne nel
90 a.C. Municipio facente parte della tribù Crustumina.
Centro assai sviluppato durante l'Impero, venne in seguito distrutto
da Totila.
La città tornò a fiorire dopo il 1000 e dal XI secolo
fu libero Comune, inizialmente ghibellino, quindi guelfo.
Nel 1350 Gubbio divenne Signoria governata dai Gabrielli e dopo alterne
vicende – ribellioni, interventi da parte dello Stato Pontificio,
governo popolare – la città si pose sotto il dominio dei
Montefeltro di Urbino, vivendo un lungo periodo di pace e prosperità.
Nel 1508 ai Montefeltro successero i Della Rovere e l'ultimo membro
di questa famiglia cedette la città al Papa nel 1624; nel1860
entrò a far parte del Regno d'Italia.
Gubbio è certamente una delle più caratteristiche e pittoresche
città non solo dell'Umbria, ma d'Italia, grazie al quasi intatto
aspetto medievale: situata nella parte più alta di un altipiano
ai piedi del Monte Ingino, presenta una struttura urbanistica piuttosto
semplice, ovvero cinque strade parallele situate a diversi livelli sul
pendio della montagna e collegate tra loro da vicoli e gradoni.
La struttura degli edifici è prevalentemente romanica, con inserimenti
di archi ogivali; tipica della città è la cosiddetta "porta
del morto", un'apertura più stretta e posta più in
alto della porta principale, attraverso la quale, secondo la tradizione,
si facevano passare le bare dei defunti. Molto più attendibile
l'interpretazione secondo la quale queste aperture conducevano semplicemente
all'interno delle abitazioni, poste al di sopra di fondi e botteghe:
togliendo via, di notte, le scale di accesso, le case diventavano più
sicure, persino nel fosco Medioevo.

TURISMO
E MANIFESTAZIONI
SU
CITTA
DI CASTELLO
È
l'antica Tiferno, centro umbro dell'Alta Valle del Tevere, che, dopo
la conquista romana, alla fine del I secolo divenne con il nome di Tifernum
Tiberinum un fiorente e ricco municipio, abbellito con edifici pubblici
e templi dal potente patrono Plinio il Giovane. I Goti di Totila la
distrussero ma il vescovo Florido la ricostruì e la fortificò.
Poi cambiò nome e si chiamò prima Castrum Felicitatis
e poi Civitas Castelli dal quale derivò l'attuale Città
di Castello.
Fu libero Comune di parte guelfa molto potente ed estese il suo dominio
sui territori confinanti fino al di là dell'Appennino. I due
splendidi palazzi dei Priori e del Podestà costruiti dall'architetto
Angelo da Orvieto sono la testimonianza di questa sua forza e potenza.
Verso la fine del '400 diverse famiglie si contesero il predominio,
ma su tutte prevalse quella dei Vitelli che diede alla città
un nuovo aspetto, abbellendola con chiese, palazzi e monumenti, che
ancor oggi le conferiscono tutta la grazia dell'eleganza rinascimentale
toscana. Artisti di gran fama quali Signorelli e Raffaello, per citare
solo i maggiori, operaro-no per molto tempo a Città di Castello
realizzandovi alcune delle loro opere più significative. Caduta
la città sotto il dominio pontificio vi rimase fino al 1860 quando
fu liberata dalle truppe piemontesi ed annessa al Regno d'Italia.

TURISMO
E MANIFESTAZIONI
SU
FOLIGNO
Di antichissima origine umbra e conquistata dai romani dopo la battaglia
del Sentino (295 a. C.), Foligno fu inizialmente Municipium, quindi
sede di Prefettura e infine Statio principalis dei traffici imperiali
lungo la via Flaminia.
Conobbe nei secoli alterne vicende: distrutta dai saraceni e dagli ungari,
risorse al tempo del Barbarossa, si ampliò, si costituì
in libero Comune e al principio del XIII secolo fu annessa allo Stato
Pontificio.
Nel 1227 fu occupata da Guiscardo, capitano di Federico II, e divenne
la più importante città ghibellina dell'Umbria fino al
1305, anno in cui si affermò la Signoria guelfa dei Trinci, al
cui nome è legato il periodo più florido e glorioso della
sua storia.
Nel XV secolo la città divenne molto famosa per le sue stamperie:
qui venne infatti realizzata, l'11 aprile 1472, la prima copia stampata
della Divina Commedia.
La Signoria ebbe un violento epilogo nel 1439 e la città tornò
sotto il dominio dello Stato Pontificio, rimanendovi, eccettuata la
parentesi napoleonica, fino al 1860, quando entrò a far parte
del Regno d'Italia.
Il glorioso passato di Foligno viene celebrato con la magnifica Giostra
della Quintana, un appuntamento annuale che ripropone costumi, sfide
a cavallo e festeggiamenti che rimandano ad altre epoche: gli splendidi
costumi del corteo storico, l'accesa rivalità che corre tra i
cavalieri che si sfidano, e i numerosi eventi culturali e gastronomici
rendono la Quintana una manifestazione da non perdere per comprendere
appieno la storia, la tradizione e l'anima della città.

TURISMO
E MANIFESTAZIONI
SU
ORVIETO
La città di Orvieto, in simbiosi con la rupe di tufo su cui è
costruita, è un esempio eccezionale di integrazione tra natura
e opera dell'uomo. In certi casi la testimonianza della consapevolezza
di questo rapporto tra natura e architettura è manifestata esplicitamente,
come nell'iscrizione apposta sul famoso pozzo di San Patrizio che recita
"quod natura munimento inviderat industria adiecit" chiarendo
appunto, che "Ciò che la natura aveva negato per la difesa
- in questo caso l'acqua- lo aggiunse l'attività umana".
Visitare questa città è come attraversare la storia, perché
vi si ritrovano, stratificate e concentrate, in uno spazio fisico precostituito,
le tracce di ogni epoca per quasi tre millenni.
Un percorso ideale è evocato e suggerito al turista dei nostri
giorni dalle due statue di Bonifacio VIII poste sulle porte estreme
della città, porta Soliana, detta poi Porta Rocca dopo la costruzione
della fortezza dell'Albornoz, dalla quale il Papa entrò e porta
Maggiore da cui usci. Bonifacio VIII era tutt'altro che un turista -
era stato addirittura Capitano del popolo ad Orvieto - ma le sue due
statue, che gli costarono anche l'accusa d'idolatria, possono se non
altro simbolizzare sia l'attenzione ohe merita la città di Orvieto
che la tradizionale ospitalità dei suoi abitanti.
Oggi, che non è più necessario salire sulla rupe a dorso
di mulo, un moderno sistema di "mobilita alternativa" permette
un comodo e tuttavia suggestivo accesso alla città: da un lato
la funicolare, che nell'ottocento funzionava ad acqua, completamente
ammodernata, e dall'altro un ascensore e scale mobili che sono anche
il segno di una riappropriazione pedonale di un centro storico che si
vuole a misura d'uomo per cittadini e turisti.

SU
SPOLETO
Importante centro umbro, dal III secolo a.C. gravitò nell'orbita
romana, fino a divenire colonia, con il nome di Spoletium, nel 241 a.C.
La città restò sempre fedele a Roma, soprattutto durante
le guerre puniche, quando respinse valorosamente Annibale.
Intorno al 100 a.C. fu, secondo quanto riferisce Cicerone, una delle
più belle e ricche colonie del centro Italia, e nel 90 a.C. fu
Municipio "optime jure" iscritta alla tribù Horatia;
patria di Caio Melisso, bibliotecario di Augusto.
La città seguì le vicissitudini dell'Impero: cristiana
fin dal IV secolo, subì varie invasioni barbariche – vi
passarono Teodorico, Belisario, Totila, Narsete.
Con l'insediamento dei Longobardi in Italia Spoleto fu posta a capo
di un importante Ducato, che iniziò nel 569 con Faroaldo I.
Con la caduta dei Longobardi alla guida del Ducato subentrarono i Franchi,
e quando l'impero carolingio venne smembrato, i duchi di Spoleto tentarono
addirittura di conquistare la corona imperiale: il progetto non poté
attuarsi per l'intervento dalla Germania di Federico Barbarossa il quale,
sceso in Italia per incontrare il Papa, distrusse la città nel
1155.
Contesa tra Impero e Papato, Spoleto entrò a far parte dello
Stato della Chiesa nel 1247. Dopo lunghi anni di lotte tra Guelfi e
Ghibellini, la città venne pacificata dal cardinale Albornoz
e divenne un centro piuttosto importante: tra i suoi governatori vi
fu anche Lucrezia Borgia, nel 1499.
Spoleto attraversa secoli di storia nell'immobilismo dello Stato Pontificio,
tra alterne vicende, ma sostanzialmente senza alcuna scossa fino all'occupazione
francese: la città diventa capoluogo del Dipartimento del Trasimeno,
superando per importanza la stessa Perugia.
Dopo la Restaurazione Spoleto è sede di Delegazione Pontificia:
fino al 17 settembre 1860, quando entra a far parte dell'Italia unita.
Spoleto è città magnifica: un susseguirsi di angoli caratteristici
e suggestioni storiche; un luogo in cui comprendere l'importanza del
rapporto tra uomo e natura, e tra storia e paesaggio; un luogo magico,
armonico, scenario perfetto per accogliere meraviglie e incantamenti
del Festival dei Due Mondi.

SU
TODI
Non conosciamo l'anno preciso in cui la città di Todi viene fondata
- alcuni cronisti parlano del 1955 a.C. - ma sappiamo con certezza che
è abitata prima da tribù umbre e poi dagli etruschi.
Il nome deriva dal termine "tular", confine: la città
per lungo tempo segna il confine tra i territori umbri e quelli etruschi.
Nel III secolo a.C. i romani conquistano l'Umbria e dal IV secolo in
tutta la regione si diffonde il Cristianesimo: a Todi arriva con S.Terenziano,
primo vescovo della città e martire sotto l'imperatore Adriano.
Importantissima anche la figura del vescovo Fortunato, che guida i tudertini
nella difesa contro i Goti.
Nel Medioevo Todi assume l'aspetto di un castello feudale: è
controllata da potenti feudatari quali i conti Arnolfi, i conti di Montemarte
e gli Atti.
Dopo il mille la città si espande e tornano a fiorire artigianato
e commercio: cominciano ad affermarsi i capi delle corporazioni artigiane,
i Priori, e Todi è libero comune dai primi anni del XII secolo.
Nel 1236 nasce in città Jacopo dei Benedetti, detto Jacopone,
una delle maggiori figure della tradizione francescana.
Dopo l'epoca delle signorie e dei signori della guerra che dominano
la città, Todi passa definitivamente sotto il controllo dello
Stato Pontificio, che termina nel 1860 con la nascita del Regno d'Italia.
Il XX secolo ha testimoniato nel mondo la bellezza di Todi, l'armonia
delle sue forme, lo splendore della sua campagna, e ha fatto di questa
città umbra una meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo:
alcuni restano a viverci per sempre.

SU
NORCIA
Situata nella parte più montagnosa e pittoresca dell'Umbria,
Norcia (abitanti 4900) cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini,
è stazione di soggiorno rinomata, posta a 604 m. d'altitudine,
circondata da una verde pianura e dalle vette che, durante la calda
stagione, le conferiscono un clima particolarmente gradevole.
Come tutta la Valnerina, Norcia è apprezzata da chi vuol fuggire
lo stress e il caos delle grandi città e da chi vuoi ristabilire
i salutari legami con la natura.
Accanto ai pregi ambientali e paesaggistici, si deve sottolineare la
sua vocazione turistico-sportiva, grazie alla quale si è fatta
un nome come sede di ritiro estivo per società sportive del massimo
livello, mentre i vellutati piani di Castelluccio sono stati definiti
la migliore scuola di volo libero d'Europa. Essi costituiscono anche
un'ottima palestra per le diverse specialità sciistiche.
Manifestazioni folkloristiche, fieristiche, musicali e d'altro genere
hanno luogo durante tutto l'arco dell'anno.
Per i buongustai, poi, Norcia è un vero paradiso, ben noto anche
al di fuori dei confini regionali. Insaccati, tartufo nero, formaggi,
lenticchie, sono alla base di una cucina gustosa e genuina.
Il ruolo di piccola capitale della montagna è giustificato anche
dalla qualificata attrezzatura alberghiera, dalla svariata gamma di
strutture e servizi che offre, dalla vivace attività economica
imperniata soprattutto sulla tradizionale "norcineria".
Nonostante il suo lindo aspetto ottocentesco, la cittadina trasuda storia
da ogni suo angolo: non soltanto dai monumenti maggiori, ma dal suo
stesso tessuto urbanistico, dalla cerchia delle mura ancora intatta,
dal cospicuo patrimonio archivistico e da una copiosa quantità
di oggetti d'arte antichi e moderni che impreziosiscono il suo comprensorio
a dispetto delle depredazioni subite.
Città primaria dei Sabini, la sua romanizzazione fu ampia e profonda,
per quanto i tratti di una sua specificità municipale non siano
venuti mai meno. In età tardo-antica, il territorio attorno a
Norcia costituì una provincia, mentre il titolo di "vetusta"
che campeggia sulla fronte di Porta Romana, le fu attribuito da Gregorio
Magno, il biografo dei figli più illustri di questa terra: San
Benedetto e S. Scolastica, vissuti nel VI sec. Prima dei due santi gemelli,
Norcia aveva dato i natali all'eroe repubblicano Q. Sertorio e alla
madre dell'imperatore Vespasiano, Vespasia Polla.
Norcia è Comune d'Europa, e non senza una profonda ragione, visto
che è patria di S. Benedetto, patrono d'Europa.
Agli ospiti che la richiedono, l'Amministrazione offre la simbolica
carta di "cittadinanza europea".

SU
LAGO
TRASIMENO
CASTIGLIONE
DEL LAGO
Sorge
su un promontorio calcareo che fu un tempo la quarta isola del Trasimeno
(m. 304).
Diversi rinvenimenti archeologi testimoniano che il centro fu popolato
in epoca etrusca e in età romana. L'attuale abitato conserva
la cinta muraria medioevale e l'antico castello, che attraverso un lungo
camminamento illuminato dalla luce delle feritoie, è collegato
al cinquecentesco palazzo comunale, fatto edificare sopra un preesistente
edificio da Ascanio della Corgna, marchese di Castiglione del Lago e
del Chiugi, nipote di Giulio III distintosi come uno dei migliori condottieri
durante la battaglia di Lepanto del 1571.
Nel piano nobile del palazzo si conservano gli affreschi realizzati
nella seconda metà del '500, secondo il gusto rinascimentale
romano, dal pesarese Giovanni Pandolfi e dal fiorentino Salvio Savini.
Nella chiesa della Maddalena, a croce greca, con pregevoli stucchi del
Piervittori e pronao neoclassico, si trova la tavola di Eusebio di San
Giorgio, del 1500.
Ogni due anni, in primavera, vi si tiene il raduno internazionale degli
aquilonisti, che prende il nome di "Coloriamo i Cieli".
da vedere …
Rocca del Leone
Fu realizzata nel 1247, su probabile progetto di Frate Elia Coppi, a
forma pentagonale con quattro torri angolari ed il Mastio a sezione
triangolare. L'edificio, uno dei migliori esempi di architettura militare
del medioevo umbro, è collocato su uno sperone calcareo a completo
e splendido dominio su tutto lo specchio del Trasimeno.
Palazzo
della Corgna
L'edificio, progettato dall'architetto Alessi si inserisce sulle antiche
case dei Baglioni e sulla cinta muraria già esistente. La vicinanza
tra il Palazzo e la Rocca, collegate da un suggestivo camminamento,
conferisce all'insieme un carattere tipicamente feudale.
Di notevole importanza l'estesa decorazione pittorica dell'interno a
cominciare dagli interventi di Niccolò Circignani detto "Il
Pomarancio" iniziati nel 1574 nella Sala delle Gesta di Ascanio
della Corgna.

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